“Una duplice genialità, fra teoria ed esperimenti”, questo è
il titolo della mostra che la città di Bologna sta dedicando al fisico nucleare
Enrico Fermi. Duplice è quasi una parola buffa quando si parla di Fermi. Per
descrivere il suo contributo alla storia della fisica sembra riduttiva anche la
parola “molteplice”.
Proprio all'inizio della mostra è stato installato un touch
screen con delle parole che scorrono: Superficie di Fermi, Statistica di Fermi,
Temperatura di Fermi, Fermione, Punto di Fermi, Arco di Fermi… . Sono tutte
cose che in fisica portano il nome di Enrico Fermi, cliccando si possono
ottenere informazioni più dettagliate su ognuna di esse, e sono davvero
un’infinità.
Quel “duplice”, tuttavia, ha un suo perché. Molto spesso i
grandi scienziati sono grandi teorici, o grandi sperimentatori. Sono stati
pochi nella storia a riuscire nell'impresa di essere entrambi. Uno di questi è,
senza ombra di dubbio, Fermi.
Premio Nobel per la Fisica, detentore della prima cattedra
di Fisica Teorica in Italia, costruttore del primo reattore nucleare a fissione
che produsse la prima reazione nucleare a catena controllata. In buona sostanza
uno dei fisici nucleari più importanti della storia. Tutto ciò che concerne la
sua vita e le sue pubblicazioni può essere facilmente trovato sulla rete, non è
poi passato tutto questo tempo. Allora una domanda sorge spontanea. Perché fare
una mostra?
Non è facile parlare di fisica nucleare o meccanica
quantistica a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare. Servono tutte quelle
famose “conoscenze di base” di cui a scuola si sente tanto parlare, e che
tipicamente non si hanno. E non è una colpa, ci sono tante cose belle al mondo
di cui interessarsi, e non si può essere esperti di tutto, non si può essere
tutti fisici. E allora perché fare una mostra aperta al pubblico che parla di
una cosa così complicata? Perché io dovrei andare a vederla se nella vita
faccio il gelataio?
Innanzitutto, se nella vita faccio il fisico nucleare,
probabilmente quelle cose le so già, e non mi serve una mostra per impararle.
Tuttavia la scienza non è per gli scienziati, la scienza è per tutti quanti. E
non solo nelle sue applicazioni materiali, di cui tutti devono poter
beneficiare, ma anche nella sua natura teorica.