google.com, pub-1893944202506532, DIRECT, f08c47fec0942fa0 TUTTOPROF.eventi: Orlando furioso, iniziative e mostre per i 500 anni

Orlando furioso, iniziative e mostre per i 500 anni

Giusto cinquecento anni fa, nel 1516, Ludovico Ariosto pubblicò la prima edizione in 40 canti dell' 'Orlando furioso' e questa ricorrenza, legata a uno dei grandi e più fascinosi poemi della nostra storia letteraria, viene celebrata con varie iniziative. Tra queste spicca la mostra 'Orlando furioso 500 anni: Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi' che si aprirà il 24 settembre nella sua Ferrara, a Palazzo dei Diamanti, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Mibact. 
Ci sono poi da segnalare le iniziative del Comune di Castelnuovo in Garfagnana, di cui Ariosto fu governatore per conto degli Este, e ancora, tra le tante cose, una mostra appena aperta a Ferrara a Palazzo Paradiso, dove è anche la tomba del poeta, dei 55 libri ariosteschi lasciati in dono dallo studioso Cesare Segre, scomparso nel 2014, alla Biblioteca Ariostea. 
Quella a palazzo dei Diamanti sarà una mostra che vuol far dialogare fra loro dipinti, sculture, arazzi, libri, manoscritti miniati, strumenti musicali, ceramiche invetriate, armi e rari manufatti, cercando di restituire l'universo di immagini che popolavano la mente di Ludovico Ariosto mentre componeva il Furioso. Un lungo lavoro, condotto dai curatori della mostra Guido Beltramini e Adolfo Tura, tra immagini di battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e magie, ritrovate nei capolavori dei grandi artisti dell'epoca, da Paolo Uccello ad Andrea Mantegna, da Leonardo da Vinci a Tiziano a Dosso Dossi, da Michelangelo a Raffaello. 
La stessa olimpica sintesi fra tradizioni precedenti e assimilazione della lezione del mondo antico, che in pittura genera le vette del Rinascimento, in letteratura ha un singolare parallelo nella trasformazione linguistica dell'Orlando, che Ariosto porta a compimento nell'edizione del 1532. Sappiamo che Ariosto vide opere di Michelangelo e Raffaello che lo stesso Alfonso I d'Este, signore di Ferrara, brama di possedere, così come è coinvolto nella nascita dei lavori a corte di artisti come Dosso o Tiziano.